Per chi non ha niente di meglio da fare ecco qui una mia breve biografia, spero non tanto noiosa.

Marco (io) nasce il 23/04/1978 a Torino, ultimo di tre fratelli, figlio di Maria D’Onofrio e di una vecchia foto in bianco e nero appesa al muro di un uomo senza tempo che chiamano Iginio e dicono dovrei chiamare papà.

Le premesse già non sono delle migliori, ed un qualche rifugio seppur istintivamente è inevitabile che un bimbo se lo crei. Quello che non sapevo, è che il mio, mi avrebbe accompagnato per sempre sotto molte forme. A tre anni dicono che Marco impari a leggere ed in qualche modo scopra come quel mondo di lettere e righe lo porti inevitabilmente altrove, fuori da comunità e famiglie di cui non sa nulla, balie strampalate e sorrisi stentati. Lontano da persone che anche dopo 20 anni sarebbero rimaste estranee. Il mondo fantastico nascosto tra le pagine non mi abbandona neanche quando finalmente ritroviamo una sufficiente stabilità familiare. (Mamma e fratelli tutti sotto lo stesso tetto, wow)…La trasformazione da “divoratore di libri” a “scrittore strampalato di emozioni” forse vien da se, o forse no, fatto sta che qualcuno comincia ad accorgersi di questa attitudine. Alle medie i professori caldeggiano fortemente un proseguimento classico degli studi, ma le possibilità del tempo mi indirizzano invece verso un ITIS e decido di orientarmi verso la chimica.

La materia è bella ed interessante, la carriera scolastica procede senza troppa fatica, e nel 1998 arriva il diploma in chimica conciaria. Ho 19 anni, il mondo del lavoro è affascinante e ricco di promesse, gli studi lasciano il posto alla carriera.

Mi trasferisco a Rho,(1999) lavoro, viaggio, scrivo, finchè cieco d’amore mollo tutto, mi trasferisco a Venezia (2003) e mi sposo (2005). Pamela, bionda, bella e pericolosa con un debole per la poliandria. Il matrimonio dura poco più di un anno, il tempo di togliermi la benda dagli occhi….ho 29 anni e torno nella mia vecchia Torino senza soldi nè vestiti, uno zainetto e tante idee. (2006)

La prima gioia della nuova vita ha nome Irene (mia nipote) e con la sua splendida mamma nonchè mia sorella Emma comincia a trasferire in me l’idea che nonostante tutto, il bello deve ancora arrivare…e così è.

La svolta si chiama Monica e rappresenta il presente in tutto il suo splendore. Il completamento che perfeziona l’unione prende nome di Eloise e Sara.

Le idee rimangono, la scrittura ne consegue e Monica ha la rivoluzionaria, semplice idea di raccoglierle tutte insieme….io non ci avevo mai pensato…..qui c’è ciò che ha resistito al tempo e alla vita.

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