Il fumo si alza lento,
nero e denso
sul nostro campo di boria,
stanchi,
curiamo le ferite
di una guerra senza gloria.

Sventolano alti e beffardi
gli stendardi
garriscono le ragioni,
siamo polvere nella polvere
delle nostre presunzioni.

Guardo il mio scudo
lasciato troppo in fretta,
lo stringo con rabbia
bramo vendetta.

Poi torni da me, colomba ferita
il tuo bacio buca il fumo,
l’usbergo cade dalle dita.

Le frecce sul mio corpo
che non fanno più male.
Le tue labbra di miele
bagnate dal sale.

Marco Corradi

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