Lasciamo che il tempo passi
senza averne memoria,
lasciamo posare la polvere,
lasciamo che cada la pioggia
e la lavi via.

Lasciamo che il vento soffi
lasciamo che sbuffi
alle nostre spalle:
il suo lamento è solo aria.

Lasciamo le finestre aperte
sulla nostra solitudine,
i piatti da lavare
con gli avanzi del destino.

Lasciamo il senno sulla luna,
le ragioni sulle scale.

Saliamo i gradini a due a due
ed incontriamoci
su lenzuola stropicciate
nel buio degli errori
nel silenzio degli affanni
solo io e te.

Le nostre mani come guida
al ritmo di ciò che batte ancora
forte.
Respiriamo i nostri corpi,
nell’alito di Dio
muoriamo,
viviamo.

Marco Corradi

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