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Parole svestite rimangono a terra dietro i miei passi. Spogliano l’anima. Nuda si tuffa nelle verdi distese dentro i tuoi occhi. Annega.

Mese

marzo 2016

Orizzonte

 

Momenti di inattesa gioia
Oltre i miei tramonti
Navi dalle vele frustate
In balia del vento
Come a dire son qui
Anche in questo momento

Tu lasciami un remo
Io intanto ci tento

A disegnare una rotta
Mentre il mare è già stanco
Oltre ogni  orizzonte, sempre al tuo fianco.

 

Marco Corradi

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A mia figlia

E mi sorprende sempre

La gioia che sai darmi

Ogni volta che mi abbracci

In silenzio con un bacio

Semplicemente doni te

E tutto l’amore del mondo.

 

Marco Corradi

Nuvole e persone.

L’acqua è tutta cerchi
gocce di mille occhi
riflette case e cieli
si susseguono i rintocchi.

Nuvole e persone
a scrutare l’orizzonte
le domande non risposte
le rughe sulla fronte.

Di cosa è fatto il cielo
che ne sarà domani
la nebbia che ci avvolge
i segni sulle mani.

Il gusto della vita
la morte e il suo sapore
tu che sorridi appena
dai senso alle mie ore.

Non vedo giorni grigi,
ma il colore degli ombrelli.
il profumo dell’amore
lo porti nei capelli.

Marco Corradi

Imperfetto

Nella verità del tuo amore
muovo i miei passi incerti.
Come bimbo scalzo
raggiungo il mare,
inciampo,
lo riconosco appena.
È da sempre che non so camminare.

Ma tu ci provi
e tu ci credi
e tu lo sai
l’amore
che dai.

Me lo scaraventi addosso
come onde d’estate
mentre allarghi le braccia
e nascondi la faccia
quando dico che non lo so
se so nuotare.

Mi culli naufrago e assorto
tanto mi basta.

Mi ritrovo giovane,
in un passato che fa male
la vita ci da poco, e il più è amaro.
Dovrei saperlo che è un errore,
che tu sei un dono raro.
È da sempre che non li so apprezzare.

Questa volta è vero
anche se dico non lo so,
ma poi sto male se ti allontani un po’.
Anche se dico non è reale
poi chiudo gli occhi, ti sento entrare.
Tanto mi basta.

È da sempre che non so parlare,
ma resta ti prego sopra il mio petto
che tanto lo so, non mi posso bastare.

Ho bisogno di cosa sai darmi
di te che sai amarmi
così imperfetto.

Marco Corradi

L’angolo estremo

Mi dici “sei nell’angolo estremo”
e non  sai che è la mia casa.
Provengo dall’angolo estremo dell’amore
che non conosce pace.
Resto nell’angolo estremo dei tuoi pensieri,
dei tuoi sentimenti
ricacciato nel profondo
mai baciato dalla luce.
Eppure brillo.
Occupo l’angolo estremo
del letto
dove non arriva il tuo calore,
eppure brucio.
Seduto nell’angolo estremo
in cui sono relegato da sempre
apatico, immobile e silente.
La casa che vedi vuota è piena di tutto. 
Dove vedi buio
io vedo luce,
risplendo, rido,
parlo, scaldo, amo.
Non ho bisogni,
nessun dubbio, ma certezze.
Non conosco paura, solitudine o rabbia,
dove mi confini tu,
io vivo.

Marco Corradi

Io

Ho creduto di poter dimenticare
da dove vengo,
o cosa sono,
ma ecco che mi ritrovo al tuo cospetto
nei miei silenzi.
Quelli che non capisci,
quelli che non ti spieghi,
quelli dell’io sbagliato, abbagliato, colpevole.
Rido del  tuo odio che mi accompagna da sempre,
lo credi nuovo, è la mia carne.
Non ho cuore, né ghiaccio, né sole, né fiamma,
non provo rancore, né amore,
io solo vivo.
Con la mia dannazione, io vi redimo.
Non credo nell’odio che mi nutre,
che tu mi imbocchi
come amorevole madre il frutto dello stupro storcendo la bocca.
Non lo sai che nel rifiuto sono nato,
bandito dall’amore al primo vagito.
Non saprai mai cosa c’è dietro la mia forza e il mio silenzio,
non vedrai mai il mio volto.
La mia maschera è uno specchio in cui compiacerti,
è la superficie immota del lago che riflette una quiete finta,
il tuo amore ordito di trame e veleni e morte.
Ho mura costruite da anni che trasudano sangue,
vi ho rinchiuso l’anima
calpestata, strappata, lacerata
esangue, immortale.
Spaventosa, inguardabile, inguaribile,
impenetrabile ed eterna.
Oltre i demoni, gli angeli, Satana e Dio,
ci sono io.

Marco Corradi

 

Tutto torna

Credo che tutto torna in qualche modo,
lo credo come credo ai tuoi abbracci,
ai tuoi slanci, che ripagano ogni dolore.
Lo credo come credo ai tuoi occhi
quando mi dici “sono in estasi”
e io ci vedo il tempo perso
e la mia attesa,
che primo poi arriva la felicità
me lo hai dimostrato.

Credo che tutto torna in qualche modo
quando mi mostri il tuo piccolo cuore
con le sue mille crepe
e io rido, che non immagini nemmeno
come hai incollato le mie
intessendole d’oro
riempite di quell’amore ventenne
che solo le rughe e lo specchio
mi fan pensare al tempo che ho perso.

Credo che tutto torna,
per non andare,
perché tu rimarrai
indelebile, incancellabile,
cucita sulla mia anima incompleta.
Così rimarrai
anche quando tutto sarà passato,
anche quando anch’io sarò andato.
Ti aspetterò, e tu ritornerai
a completarmi.

Marco Corradi

Promessa

ombrello2

E così sei arrivata
ad aprire le finestre della mia casa di polvere
chiudendo per sempre fuori la notte.
Hai portato il sole a scaldarmi la pelle,
hai spiegato le lenzuola del nostro letto
e nel buio un mare di stelle.

Ho pensieri leggeri come nuvole in cielo
che sembra un secolo fa quando non c’eri
e adesso cammino sfiorando la terra.

Sei arrivata nel mio silenzio,
con un ombrello aperto sulle mie spalle bagnate
adattatando il tuo passo al mio dondolare.
Una vita in mano e il profumo di viole
la primavera in tasca, nell’altra il tuo cuore,
ora ebbro di te trabocco parole.

Dormi sul mio petto e voliamo sopra il mondo ad occhi chiusi,
cosa c’è da vedere già lo sappiamo, già lo sentiamo
nel mio cuore consumato che batte il tuo respiro.

E rapito e abbandonato nel nostro abbraccio
vedo il futuro e come eravamo
riflesso nelle figlie a cui apparteniamo.
Vedo la mia natura caduca e imperfetta
e nei tuoi occhi la mia anima riflessa.
Con te oltre il tempo, è la mia promessa.

(Marco Corradi)

(il dipinto stupendo è di Lucia Raschi)

Fuga

Non fuggo da te

o me,

da cosa siamo o sono

o sei.

Non fuggo dalla tempesta

che scuote bagna e strappa,

né dall’anima in festa,

è tutto così bello

che fa paura.

Fuggo nel mio bosco di pensieri

tetri e luminosi,

immoti e vagabondi

per le rassicuranti ombre.

Fuggo nel deserto degli affetti

di sabbia, con gli occhi chiusi

aperti su giorni disordinati

che tornano a posarsi,

riempirsi e svuotarsi

nella clessidra dei sogni.

Fuggo nel piacere della mia compagnia

nella fredda serenità del fondo del lago,

e in solitudine

ritrovo le voci di infiniti amici,

ci regaliamo ciò che non ci è dato nascondere

né palesare,

ci regaliamo parole amare

di imperturbabile pace.

 

Marco Corradi

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