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Parole svestite rimangono a terra dietro i miei passi. Spogliano l’anima. Nuda si tuffa nelle verdi distese dentro i tuoi occhi. Annega.

parole

Mi difendo con la logica freddezza dei fatti

lasciando la mia intima,

irrilevante, frastagliata centralità delle emozioni

alla profondità del verbo in fondo a me.

Ti guardo con le mie tasche vuote,

le ragioni piene

dalla mia periferia deserta che sa di abbandono

e scompaio, ignoto

nella sacralità delle parole

che forse leggerai senza peso su cuscini di piume

nel tuo borgo curato di villette schierate e aiuole fiorite.

Lasciami lasciare le emozioni alle parole non dette

che tu le possa stropicciare,

aprire, buttare, se vuoi,

ma conservare mai

in nessuna libreria.

Marco Corradi

.

Così, muoiono le stelle

piano piano senza avviso,

senza pianto senza riso.

Così, muoiono le stelle

smettono solo di pulsare

stanche sopra il mare;

le carte son corrotte,

altre scie, altre rotte

seguono i marinai.

Così muoiono le stelle

buie e silenziose

silenti e speranzose.

un buco nero dove tutto fugge,

che le nutre e le distrugge.

Marco Corradi

Abbaglio

è pieno di te qui,

ma sono solo riflessi,

frammenti,

ritagli distratti.

Siamo nella casa degli specchi

è pieno di te qui,

ma sono io o sei tu

a ripetere all’infinito lo stesso giro.

Sono gli stessi occhi,

quelli di sempre,

le stesse labbra, le stesse mani,

gli stessi silenzi.

E se provassimo a guardarci

una volta ancora, una volta in più

oltre gli sguardi sbadati

e se provassimo ad ascoltarci

una volta ancora, una volta in più

oltre al silenzio.

E se provassimo a cercarci

una volta ancora, una volta in più

oltre i riflessi.

è vuoto di te, qui,

vuoto di me, qui.

Se provassimo a trovarci,

provassimo a riempirci

oltre gli spazi.

Sei qui,

sorrido ad uno dei tuoi tanti volti,

ma forse no,

il tuo sorriso è un abbaglio

forse sono solo

e ci siamo persi.

Marco Corradi

On (routine II)

Pensi che ci amiamo?

cosa credi?

C’è ancora posto per l’amore

tra la frenetica logica degli impegni?

Siamo troppo occupati

o c’è ancora tempo per la vita

nella forsennata corsa alla morte?

non so,

diamo davvero il giusto peso alla materia?

Quanto pesa il cuore

qui tra le costole;

e l’anima?

e questo vuoto nella pancia,

questa tua assenza

di ragionata presenza,

che mi schiaccia

quanto pesa?

Tutta questa ragione

questa praticità

dovremmo poterla toccare

spegnerla,

stop;

e l’anima

così protetta,

così nascosta tra le costole ed il ventre,

dovremmo esporla,

accenderla.

On.

Marco Corradi

Piena

Forse è la salita troppo impervia,

ma prima sorridevo alla fatica

e non mi diverte più.

Forse è che immagino i tuoni

e affretto il passo

e non mi diverte più

la pioggia sul viso.

Forse è che ci si asciugava in un attimo,

ora non sappiamo più cosa stiamo lavando via.

forse è che mi sentivo un eroe

ora un buco nel tempo,

e non mi diverte più.

Sono un ramingo

che ha perso la via

Forse è che sono nato terra

e tu acqua

e l’acqua disseta e bagna

solo fino alla piena

Marco Corradi

il cuore al ritmo della pioggia

Il cuore al ritmo della pioggia

sembra quasi un ticchettìo:

l’orologio della malinconia

bussa alla porta dei sogni.

Il cuore al ritmo della pioggia

può fare spavento:

è funesto,

irruento,

rabbioso,

sfida l’abisso nella notte.

Il cuore al ritmo della pioggia

è una cantilena distratta,

dimenticata,

culla i matti e i disperati.

Il cuore al ritmo della pioggia

è una danza tra le gocce,

un suono di tamburi,

e tu dietro gli scuri

ne spii la follia

sublime e manifesta.

Il cuore al ritmo della pioggia

ha il peso delle nuvole

dove tutto torna,

tutto tace,

in attesa del giorno

che già colora di promesse.

Il cuore al ritmo della pioggia

allaga gli occhi.

Marco Corradi

Incertezza

Questa incertezza

come il buio delle sere di Novembre

come la nebbia del mattino

ed il suo silenzio

prima dell’operosità dell’uomo.

Questa città chiusa

nella sua paura

di calma apparente

di strade vuote

e vite dietro gli scuri.

Ogni cosa ferma

come la voce dei bambini

e noi,

che ci affidiamo alla pioggia

che lava inutilmente i nostri nomi.

Tutto questo passerà

il primo raggio di sole ci troverà

come ora,

come sempre,

con le spalle bagnate

in mezzo al nulla

abbracciati,

pronti,

come siamo sempre stati

alla vita

o ciò che è rimasto.

Marco Corradi

routine.

pensi che ci amiamo?

tu cosa credi?

c’è posto per l’amore

tra la logica ragionata degli eventi?

c’è tempo per la vita

nella frenetica corsa alla morte?

non so

diamo davvero il giusto peso alla materia?

Quanto pesa il cuore

qui tra le costole;

e l’anima?

e questo vuoto nella pancia,

questa tua assenza

di ragionata presenza,

mi schiaccia.

Tutta questa ragione

questa materia

dovremmo poterla toccare

spegnerla

stop

e l’anima così protetta

nascosta tra le costole ed il ventre

dovremmo esporla

accenderla.

Marco Corradi

 

Jovenceaux

che cos’è questo cielo stellato

una finestra sulla speranza

o un sogno che si stacca dalla nuda terra

è un corpo vivo questo cielo

può l’anima mentire alla vista?

senza udito o tatto.

è un giardino incantato tra queste montagne

inaccessibile, inafferrabile eppur vero

eppur vivo.
e se guardassimo meglio oltre l’abisso

se ci staccassimo un attimo da questa fredda terra

scopriremmo che tra le stelle tutto ciò che sappiamo

non vale niente

e se più saggiamente lasciassimo qui

le cose terrene che gravano su noi come zavorre

vedremo forse ciò che siamo e saremo

vedremo forse quel che ci fa brillare

pur essendo niente,

niente più che un ammasso d’atomi nello spazio

che brilla di speranza.

Marco Corradi

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