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Parole svestite rimangono a terra dietro i miei passi. Spogliano l’anima. Nuda si tuffa nelle verdi distese dentro i tuoi occhi. Annega.

Incertezza

Questa incertezza

come il buio delle sere di Novembre

come la nebbia del mattino

ed il suo silenzio

prima dell’operosità dell’uomo.

Questa città chiusa

nella sua paura

di calma apparente

di strade vuote

e vite dietro gli scuri.

Ogni cosa ferma

come la voce dei bambini

e noi,

che ci affidiamo alla pioggia

che lava inutilmente i nostri nomi.

Tutto questo passerà

il primo raggio di sole ci troverà

come ora,

come sempre,

con le spalle bagnate

in mezzo al nulla

abbracciati,

pronti,

come siamo sempre stati

alla vita

o ciò che è rimasto.

Marco Corradi

routine.

pensi che ci amiamo?

tu cosa credi?

c’è posto per l’amore

tra la logica ragionata degli eventi?

c’è tempo per la vita

nella frenetica corsa alla morte?

non so

diamo davvero il giusto peso alla materia?

Quanto pesa il cuore

qui tra le costole;

e l’anima?

e questo vuoto nella pancia,

questa tua assenza

di ragionata presenza,

mi schiaccia.

Tutta questa ragione

questa materia

dovremmo poterla toccare

spegnerla

stop

e l’anima così protetta

nascosta tra le costole ed il ventre

dovremmo esporla

accenderla.

Marco Corradi

 

Jovenceaux

che cos’è questo cielo stellato

una finestra sulla speranza

o un sogno che si stacca dalla nuda terra

è un corpo vivo questo cielo

può l’anima mentire alla vista?

senza udito o tatto.

è un giardino incantato tra queste montagne

inaccessibile, inafferrabile eppur vero

eppur vivo.
e se guardassimo meglio oltre l’abisso

se ci staccassimo un attimo da questa fredda terra

scopriremmo che tra le stelle tutto ciò che sappiamo

non vale niente

e se più saggiamente lasciassimo qui

le cose terrene che gravano su noi come zavorre

vedremo forse ciò che siamo e saremo

vedremo forse quel che ci fa brillare

pur essendo niente,

niente più che un ammasso d’atomi nello spazio

che brilla di speranza.

Marco Corradi

Confine

Quando chiudo gli occhi
suoni alla mia porta.
Vorrei aprirti, ma lo so,
se mi svegliassi spariresti.

Ho provato,
ho trovato il silenzio,
lo sento dentro.
I sogni ci tengono vivi, eppure
arrivano mentre simuliamo la morte.

E riscriviamo i ricordi.
È una partita truccata lo so.
Sento il vuoto che mi sta raggiungendo,
dovrei rincorrerti?
(Gambe ancora un passo, ancora un po’)

o fuggirti?
È il tuo fantasma che mi toglie il fiato?
non posso fermarmi
o urlare,
(Gambe non lasciatemi ora)
O perderò il sonno

O il tuo ricordo?
E con lui, lei.
Succede ogni volta che mi alzo ad aprirti
E tu non ci sei.
Non eri tu, un attimo fa?
Dov’è il confine?

o giorni?
Ci sarai anche alla fine
Dove tutto perde il senso?
Aspettare la morte per tornare a vivere.
Temo sia solo un altro gioco del baro.

O sei solo nella mia mente?
E tu
Non ci sarai a salvarmi
Sto provando a raggiungerti
Gambe non mollatemi adesso.

Dov’è il confine?
Ho così tante domande.
Dov’è il confine?

Marco Corradi

Ritorno a casa

Sono via da troppo tempo, solo tra le stelle.
Ricordano i tuoi occhi, lo sai?
nella profondità dello spazio non ho trovato niente,
era te che cercavo tra la materia assente.
Ogni cosa mente

dieci

e mentivo io,
qundo dicevo che non mancavi,
che era per noi.
Tu come stai?
Torno a casa, sai?

nove,

tu già sapevi sarebbe andata così.
Torno a casa
quante cose non hai
che avrei dovuto darti

otto

quante volte ho sbattuto la porta?
l’orgoglio è un’autostrada distorta
cosa importa?
sto tornando da te

sette

sei felice?
come sopravvivi al buio della notte?
e tutte quelle volte saranno spazzate per sempre:
bruceranno come morenti stelle

sei

come quando la sera
mi abbracciavi ed il tramonto infiammava
non importa, saremo insieme ora

cinque

quanti desideri abbiamo sprecato?
ho sfregato la lampada un’ultima volta,
vedo la luce davanti a me
filtrare tra spiragli di dolore,

quattro

sento il tuo calore,
sto tonando da te

tre

non ho trovato niente
che non avessi già
e poi perso per sempre.
Sono qui

due

ad un passo da te
non ho più freddo
nè paura
sorrido finalmente

uno
(rotta verso il sole confermata, supporti vitali disattivati)

ti avevo detto ci saremo ritrovati,
sorrido finalmente,
ti avevo detto ci avrebbe consumati
ti sento adesso
ad un passo da me.

zero

Marco Corradi

Vacanze lontane

Non è aria,
nè luce,
nè cibo,
ciò che mi nutre
e muoio un po’,
in questa casa vuota
troppo grande
per me:
non trovo il mio spazio
in mezzo ai ricordi.

La tv muta
la tua voce parla
riempie le stanze
non sento che te.

Il tuo posto vuoto
il tavolo chiuso
tornerai lo so
non è questo un addio.
Solo che l’attesa
somiglia un po’,
me lo dico anch’io.

Il letto è ancora fatto:
sono ospite del gatto
sul divano del salotto;

è che se aprissi le lenzuola
capirei d’incanto
che il tempo non vola affatto
come ci eravamo detti,
ed il vuoto così profondo
del tuo corpo assente
ho paura che m’inghiotta.

Marco Corradi

Germoglio

Mi troverai sempre in un tenero germoglio che sfida il vento,
che resiste all’inverno,
come in vita, ora.
Nella terra
il mio conforto sarà il tuo ricordo
quella goccia che dai tuoi occhi scivolerà sulla foglia
fino a me,
fino alle mie labbra aride,
mai sazie di te.

Marco Corradi

Rinnovamento

piove da lavare i panni
impolverati da anni
del nostro amore
e che piova allora
allargherò le braccia
che scorra pure via
la solitudine
dalla mia faccia

piove da lavarci dentro
e quel che sento
in questa parte
indefinita del ventre
scorre verso il basso
non ho rancore

ti aspetterò qui
sotto l’acqua
per lavare insieme
i panni di tanti anni
del nostro amore

Marco Corradi

Ivano

è l’ultimo tuo lancio
io alzerò lo sguardo
magari un po’ atterrito
o forse un po’ sorpreso

è come dicevi tu
che in fondo noi quaggiù
non facciamo che guardare il cielo

e gli occhi si fanno tristi
le spalle sono curve
che anche i sogni dopo un po’
sembrano più pesanti

tu li liberi nei canti
i miei volano correndo
il tempo sta trascorrendo
e non possiamo trattenerlo

ed è come dicevi tu
con quel sorriso appeso
in fondo anche le nuvole
hanno il loro peso.

Marco Corradi

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